Il sale ha fatto un giro di 180º. Il prodotto si è diversificato tanto che è rimasta antiquata la vecchia distinzione tra sale fine e sale grosso. Adesso il sale non è più trasparente. E a volte neanche tanto salato.

I diversi tipi di sale che si commercializzano differiscono tra fattori come il sapore, la granulometria, il colore, la composizione o la solubilità.

Noi ci concentriamo in un tipo: il sale affumicato. Questo tipo di sale sta diventando un condimento molto frequente nelle cucine. E’ il risultato di aggiungere al sale additivi che le conferiscono un marcato sapore e odore di fumo. Il suo speciale sapore si deve al processo al quale è sottoposto, stagionato con le emanazioni della combustione di legno di roveri di 800 anni. È ideale per la carne, il pesce e le verdure. Anche se si può usare come se fosse una spezia, aggiungendo un tocco affumicato a un purè, al foie gras o al salmone. Non si usa per salare, bensì per condire leggermente. Risulta un diletto per la lingua trovare un granello di questo sale che si fonde al contatto e riempie il palato di sfumature e gradi di sapore. Il punto più interessante è che permette controllare molto bene il grado di sapore affumicato che avrà il piatto cucinato.

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La sal en estos tiempos ha experimentado un giro de 180º. El producto se ha diversificado tanto que se ha quedado anticuada la vieja distinciòn entre sal fina y sal gruesa. Ahora la sal ya no es transparente. Y a veces, tampoco es salada.

Los diferentes tipos de sal que se comercializan se diferencian entre factores como el sabor, que sea màs o menos granulosa, el color, la composiciòn o la solubilidad.

Nosotras nos centramos en un tipo: la sal ahumada. Este tipo de sal se està convirtiendo en un condimento muy habitual en las cocinas. Es el resultado de anadir a la sal aditivos que le dan un marcado sabor y olor a humo. Su especial sabor se debe al proceso al cual es sometida, curada con las emanaciones de la combustiòn de la madera de roble de 800 anos. Es ideal para la carne, el pescado y las verduras. También se puede usar como si fuera una especie, anadiendo un toque ahumado a un puré, al foie gras o al salmòn. No se usa para salar, si no para alinar ligeramente. Resulta exquisito encontrar un grano de esta sal que se funde al contacto e inunda el paladar de matices de sabor. El punto màs interesante es que permite controlar muy bien el grado de ahumado que tendrà el plato cocinado.

Questa torta di carote è molto semplice e veloce da realizzare, ed è fatta senza olio ne burro!

Ingredienti: 300gr di carote, 300gr di farina, 1 bustina di lievito in polvere, 50gr di granella di mandorle, 50gr di granella di noci, 3 uova medie, 160 gr di zucchero, canella q.b., zucchero a velo q.b.

Mondate, pelatele e grattugiate le carote finemente, e poi schiacciatele con un cucchiaio in modo da far espellere parte del loro liquido. Battere le uova e aggiungetevi lo zucchero; montate con la frusta fino a ottenere un composto spumoso e biancastro.  In una capiente ciotola unite la farina con  le carote ben asciutte. Mescolate il tutto con un cucchiaio; versate il composto di uova, anche con la granella di mandorle e noci e la cannella, e mescolate bene il tutto. Imburrate e infarinate uno stampo tondo e versatevi il composto. Infornate a 180° per 30 minuti, dopodichè abbassate a 170° e proseguite per altri 10 minuti. Fate raffreddare nello stampo e poi trasferite su un piatto da portata e spolverate con zucchero a velo a piacere.

Si tratta di una bevanda fresca e dissetante molto facile di preparare, che si può bere in ogni momento della giornata, per soddisfare la grande sete!

Ingredienti: 120 g di fragole, 20g di foglie di basilico, 10g di zucchero, limone e pepe nero in grani.

Mettere in infusioni le foglie di basilico con acqua, ghiaccio, lo zucchero e 2 grani di pepe. Poi frullate tutto, filtrate, raccogliete il ricavato nel bicchiere e colatevi sopra, lentamente, il frullato di fragole ( 100g di fragole con poco succo di limone).

“Ciriboga: antica parola basca, significa locanda, osteria, ristoro lungo il percorso dei viadanti in un luogo familiare e rilassante.” Scorrendo le pagine del menù ci si accorge subito della sua particolarità: Ciriboga è un ristorante atipico a tutti gli effetti, a cominciare dagli interni nei colori del bianco e lavanda e dalla cura delle piante e dei fiori. Il menù presenta una varietà di piatti dagli accostamenti inusuali e inaspettati, un mix tra cucina italiana e straniera con risultati inaspettati.

Per voi abbiamo provato un primo di garganelli con crema di porri, mascarpone, timo, cannella e ricotta pecorina; una tartare di manzo su letto di insalata belga e riccia all’aceto balsamico e cialda di parmigiano; il tutto accompagnato dal pane casereccio e da una birra della “Cascinaccia”. Abbiamo terminato il nostro percorso gastronomico con un dolce della casa, un delizioso cheesecake di tiramisù con crema di cioccolato e caffè. Tutto di alto gradimento.

I cani sono i benvenuti!

Piace se:  siete alla ricerca di un posto accogliente e discreto.  Se siete curiosi delle novità in cucina questo posto non vi deluderà!

Via Savona 10, Milano.

Tel: 02 8322496.

Euro 15/250pranzo completo. Possono entrare bancomat e carta di credito. E’ consigliata la prenotazione.

 

Ingredienti:

200 g di farina, 130 g di zucchero, 3 uova, 130 g di burro, 100g di mandorle, 50 g di cioccolato fondente, 2 cucchiai di cacao amaro, 1/2 cucchiaino di cannella in polvere, 1/2 bustina di lievito.

Lavorate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero e la cannella, finchè non otterrete un composto cremoso.

Separate gli albumi dei tuorli. Aggiungetevi i tuorli, lavorati prima, al composto e montate gli albumi. Sciogliete il cioccolato fondente. Unite prima il cioccolato , aspettando che sia ben amalgamato e poi gli albumi all’impasto. Di seguito aggiungetevi poca farina alla volta, con il cacao e il lievito. Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Unite infine le mandorle, spezzettate grossolanamente e versate il tutto in uno stampo imburrato e infarinato. Infornate a 180 gradi per 40 min, togliete dal forno e lasciate raffreddare.

Se pensate al pistacchio, a cosa lo associereste? Al gelato, alla granella, alle lunghe sgranocchiate di frutti secchi dopo i lunghi pasti natalizi? E se si parlasse di…olio?! Bè, non tutti lo sanno, ma da questo seme color verde si ricava l’olio di semi più pregiato, profumatissimo, intenso, dal sapore deciso. E’ un olio ricco di grassi che garantisce un apporto calorico notevole: per ogni 100 gr corrispondono 680 calorie circa; favorisce l’abbassamento del colesterolo e apporta una buona quantità di sali minerali, polifenoli e vitamine – in particolare quella E. L’estrazione dell’olio avviene attraverso una tecnologia di spremitura meccanica a freddo che garantisce un’ottima conservazione delle proprietà organolettiche del frutto.

E’ poco utilizzato in cucina ma il suo gusto deciso conferisce una buona dose di bontà:  si combina con le carni bianche, il pesce, i condimenti della pasta (pesto al basilico), i dolci e i frutti (l’avocado in particolare); è ottimo da abbinare con l’aceto balsamico e il limone.

Dove acquistarlo: a Milano, presso il punto vendita della catena Vom Fass in Corso Genova 15 (si possono acquistare via internet).

http://www.vomfass.it/

Ingredienti per 4 persone:

4 porzioni di baccalà, 4 cipollotti di media dimensione, mandorle tritate q.b., pinoli q.b., 4 cucchiai di olio di pistacchi, olio d’oliva q.b., sale q.b.

Preparazione

SPinate e lavate accuratamente il baccalà. Pulite e mondate i cipollotti a listarelle sottili; intanto adagiate le porzioni di baccalà in una pirofila. Distribuite sopra i cipollotti e condite con il sale, l’olio d’oliva e infine l’olio di pistacchi. Riponete la pirofile in forno preriscaldato a 200° e continuate la cottura per 20 minuti circa. Nel frattempo fate tostare in una padella antiaderente le mandorle e i pinoli tritati. A cottura ultimata, sistemate le porzioni di baccalà nei piatti e guarnite la superficie con le mandorle e i pinoli. Ultimate aggiungendo un cucchiaino di olio di pistacchi a crudo su ogni porzione.

L’insalata belga si accompagna molto bene come contorno.

L’aceto balsamico si sposa con le note aspre del lampone: un connubio di gusto e di bontà, se si pensa alla versatilità di questo prodotto e alle potenzialità degli aceti in cucina. Dalla raccolta dei lamponi si ottiene un vino, base di questo aceto. Ha un colore bordeaux carico, intenso, senza impurità o viscosità; il suo aroma aspro e deciso si combina molto bene con le carni bianche, le marinate, è ottimo per le macedonie e con il gelato alla vaniglia.

Dove acquistarlo: a Milano, Peck di Via Spadari 9, oppure presso il punto vendita della catena Vom Fass in Corso Genova 15 (si possono acquistare via internet).

http://www.peck.it/

http://www.vomfass.it/

Ingredienti per 4 persone:

4 fette di petto di pollo, 2 cipollotti di media dimensione, aceto balsamico di lampone q.b., olio q.b., sale q.b., pepe rosa in grani q.b.

Preparazione

Pulite e mondate i cipollotti a listarelle sottili; intanto preparate 4 fogli di carta d’alluminio, ciascuno con una grandezza capace di contenere una fetta di pollo al cartoccio. In ciascun foglio sistemate la fetta di pollo, distribuite sopra i cipollotti e condite con 2 cucchiai di aceto, con il sale, il pepe rosa e l’olio. Proseguite con le altre fette di pollo. Infine prendete una pirofila, adagiate ciascun cartoccio di pollo (assicuratevi che siano ben chiusi) e riponeteli in forno preriscaldato a 200°. Continuare la cottura per 15 minuti circa.

Suggerimento: prima di cucinare, provate a mettere in emulsione d’aceto di lampone e olio le fette di pollo per un’ora circa.

L’affascinante mondo dei cocktails sta vivendo un continuo rinnovo di sapori e combinazioni. Uno degli ultimi, che abbiamo avuto il piacere di assaggiare, è stata la rivisitazione del classico gin-tonic con cetriolo e rosa. Questo sorprendente mix è stato proposto per il gin Hendricks.

Il cocktail combina di maniera armoniosa le note classiche del gin, che provengono del ginepro, il coriandolo e gli agrumi con sapori nuovi come il cetriolo e la rosa bulgara. Nessuno dei due copre il gusto dell’altro, ma entrambi spiccano di maniera delicata ed è questo che le conferisce l’esclusivo sapore.

Note di somelier

Naso: distaccano le note classiche a ginepro e citrici, insieme con le note di fiori e di erbe.

Sapore: un buon gin, dalle equilibrate note alcoliche, permette che si possano distinguere le note di fiori di rosa insieme agli agrumi simili all’arancia amara. Il ginepro fa da contrappunto in combinazione con il cetriolo, usato a fette o a listarelle. Un sapore fresco, perfetto per la stagione calda, in cui appaiono note speziate e sabbiose come quelle dei fiori.

Ingredienti

1/4 di un bicchiere di Gin, 2/4 di un bicchiere di acqua gasata o tonica, 2 fette di cetriolo,  scorza di lime, 4 cucchiai di suco di limone, petali secchi di rosa, giaccio